ALLERTA METEO TANARO

 

ORE 12:00 – LANGHE – criticità elevata ma sotto controllo. Scuole chiuse anche a Dogliani ma il Rea è sotto controllo così come il Tanaro in zona albese. A Cherasco l’incrocio Stura-Tanaro è tranquillo

 

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ORE 11:45 – GARESSIO – il Tanaro ha appena trasportato un enorme tronco d’albero che ha divelto la ringhiera passamano del ponte. L’acqua è già entrata in paese da quasi due ore. Scuole chiuse ed evacuate adesso in quasi tutta la zona interessata e lungo il bacino del Tanaro. Molte aziende stanno adottando la stessa situazione.

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1994 – Il film della grande alluvione

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La più grande alluvione del Piemonte. Le province di Cuneo, Asti, Alessandria, Torino e Vercelli travolte da acqua e fango.

I racconti di chi ha vissuto quei giorni e le immagini incredibili del 1994, tutto in un film. Compralo ora.

Cesare Pavese e i suoi libri nel fango

 

 

Continua il viaggio di Stuffilm nei luoghi della Grande Alluvione del 1994. Dopo essere stati ad Alba, Clavesana e Garessio siamo andati a Santo Stefano Belbo. Qua il torrente dell’Alta Langa devastò il paese e le piogge copiose crearono frane importanti mettendo in ginocchio il distretto vitivinicolo del Moscato. Per fortuna A Santo Stefano Belbo non ci furono morti ma racconteremo i drammatici giorni del Centro Studi Cesare Pavese, all’epoca in riva al Belbo e che vide i suoi libri inghiottiti dal fango. Solo la prontezza del Direttore Franco Vaccaneo e l’aiuto dell’Istituto Centrale per la patologia del libro riuscirono a salvare tutto il materiale cartaceo presente nel Centro. Dopo essere stati a Roma per i restauri i libri di Pavese e i suoi scritti tornarono a Santo Stefano e vennero collocati nella nuova sede nel paese vecchio sulla destra del fiume. Questa disgrazia permise all’Istituto di patologia del libro di testare le nuove tecniche di restauro su libri moderni, a questo lavoro parteciparono numerosi esperti di fama internazionale che già avevano lavorato al recupero dei libri durante l’alluvione di Firenze. IMG_1946

Maxi emergenza in Val Tanaro, i soccorsi con i Google Glass

Volontari Anpas

Un’esercitazione tra Carrù e Clavesana dal 4 al 6 aprile. Simulazione di un terremoto e nella notte del venerdì l’esondazione del Tanaro. Il tutto coordinato dall’Anpas Piemonte. Ovviamente Stuffilm sarà presente per riprendere questa maxi operazione che servirà a capire come è cambiato il soccorso negli ultimi 20 anni. Un’esercitazione che porterà più di 200 volontari Anpas a cui si aggiungeranno Protezione Civile e altre sigle del volontariato. In più avremo la possibilità di vedere in anteprima l’utilizzo dei Google Glass in ambito medico e di salvataggio. La tecnologia al servizio delle associazioni di soccorso. Oltre agli occhiali futuristici verrà presentata “FlagMe”, una applicazione per smartphone che geolocalizza chi si trova in difficoltà e viene messo in contatto con le strutture preposte come il 118 o i VVF.

Le riprese della maxi emergenza le troverete in Acqua e Terra dal 5 novembre, giorno di uscita del documentario.

http://www.anpas.piemonte.it/2014/03/anpas-coorcuneosafety2014-prove-maxiemergenza-i-google-glass/

L’Esercito durante l’alluvione del 1994

L'Esercito durante l'alluvione del 1994       Militari in azione

l’Esercito italiano intervenne nei territori piemontesi alluvionati già a partire dal 6 novembre 1994. L’attività ebbe termine 43 giorni dopo, il 19 dicembre del 1994. Ecco alcune cifre per capire l’importanza del supporto dei militari in quelle primissime settimane di emergenza.

Migliaia di uomini, il cui numero massimo raggiunse le 7.000 unità contemporaneamente, forniti dall’allora Comando Regione Militare Nord, e in particolare dalle Brigate Taurinense e Cremona. Più di 10.000 unità avvicendatesi nel corso dell’intero intervento. 8 ponti Bailey realizzati dalle unità del genio nel primo mese di soccorso, per il ripristino della viabilità (12 in totale).  167 missioni di elicotteri, per un totale di 265 ore di volo. 24 gruppi elettrogeni. 42 cucine campali per complessivi 11.000 pasti caldi a favore degli alluvionati e 58.500 razioni viveri da combattimento cedute.  1.260 posti letto allestiti presso infrastrutture comunali e 980 presso caserme del luogo. 305.000 sacchetti di sabbia posizionati.  19 ambulanze. Più di 1.000 veicoli, di diversa natura, forniti, tra cui 120 macchine movimento terra (escavatori, pale caricatrici, auto-ribaltabili, apripista). Attrezzature varie (idrovore, motopompe, torri per illuminazione, etc.). I dati e le immaginisono stati forniti dallo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano.

Sulla Bra-Ceva le prime riprese per il Doc

Ieri, 2 marzo, nella Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, abbiamo iniziato le riprese di Acqua e Terra e lo abbiamo fatto con gli Amici della Bra-Ceva. Piero Canobbio, ex ferroviere, appassionato e studioso della gloriosa linea, ci ha raccontato la storia della ferrovia della val Tanaro, il rapporto che aveva il Presidente Einaudi con questa strada ferrata, la triste e repentina fine nel 1994, le loro speranze di poterla riattivare, un giorno, magari non troppo lontano.

Al Passaggio a Livello di Cherasco-Isorella

Al Passaggio a Livello di Cherasco-Isorella

La “Bra-Ceva”. Una ferrovia cancellata dall’alluvione del 1994…e non solo…

La Bra-Ceva collegava Torino con il mare passando proprio dai due centri del cuneese. Una tratta storica che attraversava la valle del Tanaro…e fu questa la sua disgrazia. Il 6 novembre la strada ferrata non esisteva più, ponti crollati, lunghi tratti inghiottiti dal fiume. In alcuni casi il Tanaro cambiò addirittura il suo corso. Oggi della Bra-Ceva rimane il tratto da Cherasco a Bra, forse ancora in “vita” perché nella città della lumaca c’è un’azienda che produce container ferroviari. Da Cherasco fino a Ceva è stata tutta smantellata anche se è ancora ben visibile il sedime, solo nel tratto tra Niella e Roccacigliè l’allargamento della strada provinciale ha preso definitivamente il suo posto. Fino a qui è solo una triste storia di una gloriosa tratta ferroviaria che però già dagli anni ’70 perdeva utenti che preferirono spostarsi sulla linea Fossanese, più comoda e veloce. In ogni caso c’era. E ci sarebbe ancora stata dato che lo Stato concesse a Ferrovie dello Stato ben 63 miliardi di lire per rimetterla in piedi. Quei soldi la Bra-Ceva non li ha mai visti e di conseguenza gli abitanti della val Tanaro non videro più la loro ferrovia che li collegava a sud con Savona e a nord con Torino.