CHI VUOL ESSERE ALLUVIONATO

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Chi vuol essere alluvionato è un nuovo gioco a premi per tutte le famiglie italiane, da nord a sud.

Molte le richieste di partecipazione da Liguria, Piemonte, Toscana, Emilia, Veneto. Forza, cosa aspetti! cerchiamo proprio te, tu che vivi accanto ad un torrente tombinato, tu che sei a 50 metri dalle rive di un fiume, tu che hai la casa su una collina franabile. Sono già migliaia le persone che voglio partecipare a questo entusiasmante gioco.

CHI VUOL ESSERE ALLUVIONATO

http://www.legambiente.it/sblocca-futuro

On line è sempre disponibile il dvd del film sulla grande alluvione del Piemonte

https://acquaeterradoc.wordpress.com/buy-compra/

Le immagini del 1994 dopo la furia del Tanaro

http://youtu.be/zJSAZN_hQCo

Un breve estratto dal documentario. Le parole di Michele Chiecchio, all’epoca sindaco di Clavesana. I filmati di Bastia, Alba, Alessandria, Asti, Monchiero, Farigliano, Garessio, Ceva, Santo Stefano, Canelli, Nizza, Rocchetta. Nessuno può immaginare i sentimenti e gli umori che la popolazione del sud Piemonte provava in quei giorni di 20 anni fa.

Le proiezioni di Acqua e Terra cominciano il 5 novembre da Alba.

I dvd li potete acquistare on line sul sito oppure nelle librerie Milton di Alba, Il Crocicchio di Bra, L’Ippogrifo di Cuneo e l’edicola Maldi di Cherasco.

Acqua e Terra è un film che non ha usufruito di contributi economici pubblici e privati.

Acqua e Terra è un omaggio e un contributo alla memoria storica della popolazione piemontese.

Allerta meteo 2 per l’asta del Tanaro

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E dopo tanto dire, l’Arpa ha elevato a 2 l’allerta meteo per l’asta del Tanaro (regione F). Ed è così che nel giorno del ventennale a Ceva le scuole saranno chiuse, così come già previsto nell’alessandrino del Gavi. Ad Alba i Vigili del Fuoco hanno istituito una unità di crisi per monitorare gli eventi naturali di queste ore. Insomma le procedure per l’allerta meteo sembra che si stiano sviluppando come da protocollo. Piove e in queste ore anche parecchio ed è davvero strano star qui ad ascoltare lo stesso rumore di pioggia di 20 anni fa. Ma la consapevolezza è ben diversa dal 1994. In realtà fu quella la causa di tutti i guai, il non riuscire a capire che un fiume poteva fare male. Oggi è tutto diverso, o quasi. Lo abbiamo raccontato in Acqua e Terra, ce lo hanno confermato i protagonisti di quel 5/6 novembre. Oggi può esserci preoccupazione e ansia come è giusto e normale che sia ma bisogna anche avere la tranquillità di saper cosa fare, di ascoltare e di essere informati

Via dalle aree a rischio idrogeologico

http://www.lastampa.it/2014/10/30/italia/cronache/via-la-gente-dalle-aree-a-rischio-idrogeologico-6wiJhFJCz7fmSVSOw76DWJ/pagina.html

Delocalizzazione. Non fabbriche, non posti di lavoro ma persone. In Olanda già lo fanno da decenni. Se il territorio è a rischio idrogeologico bisogna spostarsi per non piangere dopo. Erasmo D’Angelis propone una nuova soluzione o se vogliamo una nuova mentalità. Per la verità bisognerebbe prima di tutto costruire un tavolo di lavoro dedicato alla tutela del territorio, al rischio, alle soluzioni. Parlo di costruire nel senso letterale del termine, questo tavolo bisogna ancora assemblarlo, il piano con le gambe, perché per il momento ci sono molte parole, molte idee, molti articoli ma tavoli….niente, tocca farli.
Delocalizzare, una soluzione. Chi si sente di dire che è una cavolata? A Genova ci hanno messo 20 anni per sgomberare il condominio di via Giotto, una barriera su un torrente.