Cesare Pavese e i suoi libri nel fango

 

 

Continua il viaggio di Stuffilm nei luoghi della Grande Alluvione del 1994. Dopo essere stati ad Alba, Clavesana e Garessio siamo andati a Santo Stefano Belbo. Qua il torrente dell’Alta Langa devastò il paese e le piogge copiose crearono frane importanti mettendo in ginocchio il distretto vitivinicolo del Moscato. Per fortuna A Santo Stefano Belbo non ci furono morti ma racconteremo i drammatici giorni del Centro Studi Cesare Pavese, all’epoca in riva al Belbo e che vide i suoi libri inghiottiti dal fango. Solo la prontezza del Direttore Franco Vaccaneo e l’aiuto dell’Istituto Centrale per la patologia del libro riuscirono a salvare tutto il materiale cartaceo presente nel Centro. Dopo essere stati a Roma per i restauri i libri di Pavese e i suoi scritti tornarono a Santo Stefano e vennero collocati nella nuova sede nel paese vecchio sulla destra del fiume. Questa disgrazia permise all’Istituto di patologia del libro di testare le nuove tecniche di restauro su libri moderni, a questo lavoro parteciparono numerosi esperti di fama internazionale che già avevano lavorato al recupero dei libri durante l’alluvione di Firenze. IMG_1946

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...