Il cordoglio di Nelson Mandela

” Ho appreso con sgomento delle inondazioni nel nord Italia. Il governo e il popolo del Sudafrica desiderano porgere a Lei e al popolo italiano il più sentito cordoglio per la perdita di vite umane e gli ingenti danni materiali. desidero anche esprimere le mie più profonde e sincere condoglianze a quanti hanno perso dei famigliari in conseguenza del disastro”. 

9 novembre 1994

Firmato Nelson Mandela

Così scriveva il primo presidente nero del Sudafrica, eletto da pochissimi mesi, ad Oscar Luigi Scalfaro, all’epoca Presidente della Repubblica. L’eco della Grande Alluvione arrivò fino dall’altra parte del mondo, a migliaia di Km di distanza, a testimoniare quanto drammatica e sentita fu quella tragedia.

Nelson Mandela

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Cesare Pavese e i suoi libri nel fango

 

 

Continua il viaggio di Stuffilm nei luoghi della Grande Alluvione del 1994. Dopo essere stati ad Alba, Clavesana e Garessio siamo andati a Santo Stefano Belbo. Qua il torrente dell’Alta Langa devastò il paese e le piogge copiose crearono frane importanti mettendo in ginocchio il distretto vitivinicolo del Moscato. Per fortuna A Santo Stefano Belbo non ci furono morti ma racconteremo i drammatici giorni del Centro Studi Cesare Pavese, all’epoca in riva al Belbo e che vide i suoi libri inghiottiti dal fango. Solo la prontezza del Direttore Franco Vaccaneo e l’aiuto dell’Istituto Centrale per la patologia del libro riuscirono a salvare tutto il materiale cartaceo presente nel Centro. Dopo essere stati a Roma per i restauri i libri di Pavese e i suoi scritti tornarono a Santo Stefano e vennero collocati nella nuova sede nel paese vecchio sulla destra del fiume. Questa disgrazia permise all’Istituto di patologia del libro di testare le nuove tecniche di restauro su libri moderni, a questo lavoro parteciparono numerosi esperti di fama internazionale che già avevano lavorato al recupero dei libri durante l’alluvione di Firenze. IMG_1946